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Polaroid Studio Express

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Domenica mattina, appena sveglio, ho due possibilità. Provare per l’ennesima volta ad arrivare alla fine di “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd. Oppure uscire di casa e fare una passeggiata. Siccome già so, che la mia battaglia con i Pink Floyd è persa in partenza, opto per la passeggiata. Il piacere di camminare per le strade della città ancora addormentata, fermarsi in pasticceria, infilare in un sacchetto di carta bianca un paio di brioches, allungare il passo e fermarsi in edicola. I soliti due quotidiani e il mio mensile fotografico. Adoro sfogliare le pagine rosa che si trovano al centro della rivista fotografica, il Mercatino Fotografico è pieno di annunci, alcuni folli altri disperati, ma in questa giungla a volte si possono trovare quadrifogli da raccogliere. Polaroid Studio Express €50,00 più spese, mi fermo a riflettere, ma io dove l’ho mai vista una Studio Express? Dopo qualche sforzo ricordo, una dozzina di anni fa mi feci fare le fototessere per la carta di identità. Mamma mia che orrore, capellone, barba poco curata, insomma non è che sembravo, ero proprio un delinquente. Mia madre ancora conserva nel suo portafoglio la foto, pronta ad esibirla alla prima occasione utile per mettermi in imbarazzo. Polaroid Studio Express devo averla, ok il prezzo è giusto, stacco il quadrifoglio dal prato rosa della mia rivista preferita. La Polaroid Studio Express è una fotocamera nata per uno scopo, ovvero il ritratto per fototessere, la usavano i fotografi in negozio per realizzare quei famosi quattro scatti che avrebbero decretato la fortuna o la sfortuna del futuro documento di identità. La Studio Express è una fotocamera tarata a funzionare a brevi distanze, non focheggia al infinito, quindi niente paesaggi, niente scorci, solo ritratti o particolari ravvicinati, il suo limite è solo la nostra fantasia. La fotocamera è dotata di quattro obiettivi che possono funzionare contemporaneamente, scattando quattro immagini uguali, oppure si possono scattare quattro differenti immagini. La messa a fuoco avviene mediante un sonar posto in basso a destra, che come un pippistrello valuta le distanze usando le onde sonore, le pellicole che utilizza sono tutte le type 100 Polaroid o le più recenti Fujifilm FP 100 oppure le 3000, è presente un flash orientabile che può essere anche disinserito a favore di un flash da studio, l’alimentazione è data da 4 batterie di tipo AA, oppure si può utilizzare l’alimentatore attaccando la presa a muro. La prova sul campo? Non è proprio semplice semplice da usare, una volta trovati i valori giusti va come un treno, ma un paio di scatti di prova bisogna sempre farli.  Perchè comprare una fotocamera del genere oggi? Semplice, perchè sono un nostalgico e non ho il posto ne i soldi per comprare una Photobooth. Alzi la mano, chi non ha mai tentato il record di persone fotografate in una fototessera? chi non si è mai fatto una fototessera con l’innamorata in atteggiamenti lascivi? Insomma chi non ha passato momenti magnifici dentro una cabina di una macchina per fototessere, d’accordo la Polaroid Studio Express non ha la cabina, ma certe cose si prendono solo per continuare a sognare e con una fototessera nel portafoglio o in mezzo a un libro si sogna meglio.

RESA: 10

FEELING: 7

UTILIZZO: 7

GLOBALE: 8

GIUDIZIO FINALE: 32/40

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  1. L’ho comprata anche io una settimana fa, e una volta rimessa in sesto è una figata pazzesca. Non trovo altri aggettivi. Complimenti per il post, e lunga vita ai nostalgici! (Ps: dove trovi la carta in bianco e nero?Grazie mille.)

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    • Grazie mille Angela, la carta in bianconero la prendo su Ebay dal america, ci mette un sacco di tempo ad arrivare ma costa decisamente meno che in europa.
      Per la Studio Express ti consiglio La Fujifilm FP100B o la colore FP100C
      La Fujifilm FP 3000 è l’ideale per tutte le altre Polaroid Landcamera, perché va ad aiutare la quando la luce è poca.

      Rispondi
  2. Grazie Francesco,
    ho agito d’impulso ed ho acquistato i flash, non mancherò di farti sapere del loro funzionamento, quando arriveranno,
    ciao,
    Andrea

    Rispondi
  3. Caro Francesco,
    approfitto ancora della tua conoscenza per chiederti: ma se con la polaroid colorpack III volessi iniziare ad utilizzare un flash “normale” al posto dei cubi, come potrei fare? Mi sembra di aver visto in rete un tutorial che non trovo più..
    grazie,
    Andrea

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